Yakhchal – antico modo di conservare gli alimenti

Yakhchal
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Una antichissima tecnologia poco conosciuta

I popoli antichi, a differenza di quanto oggi crediamo, hanno inventato diversi meccanismi e tecnologie che solitamente non vengono associate al mondo antico. Una delle grandi invenzioni era sicuramente lo Yakhchal, ovvero la “fossa del ghiaccio”, largamente in uso in antica Persia e paesi limitrofi già da più di due millenni.

 

 Yakhchal

Yakhchal

 

Gli Yakhchal non erano altro che degli enormi frigoriferi, che venivano costruiti nei deserti della Persia (odierno Iran), in grado di mantenere gli alimenti al fresco senza alcun bisogno dell’elettricità ed anche, addirittura, di produrre il ghiaccio durante le ore notturne.

Questa modalità di produrre i frigoriferi, per quanto oggi sappiamo, fu ideata e messa a punto dagli ingegneri persiani intorno al 400 a.C., anche se vi è la possibilità che fossero in uso già da prima.

 

Lo Yachchal – una struttura semplice e funzionale

Gli Yakhchal erano abbastanza semplici da realizzare per essere a portata di mano anche dei più poveri. Una volta scavata l’area sotterranea di contenimento dell’acqua di forma quadrata, in superficie veniva eretta una grande struttura a forma di cupola, la cui superficie esterna veniva impermeabilizzata mediante un tipo di malta particolare a base di argilla, sabbia, cenere, peli di capra e calce, chiamata sarooj”.

 

 Yakhchal


Yakhchal

 

L’area di raccolta dell’acqua alla base dello Yakhchal doveva essere abbastanza profonda per assicurare una temperatura sufficientemente fresca al suo interno ed il “sarooj” con il quale veniva ricoperta la cupola esterna sufficientemente isolante per riflettere e tenere fuori il calore.

L’acqua veniva portata allo Yakhchal o in forma ghiacciata, trasportando il ghiaccio dalle vicine montagne, o presa da un vicino acquedotto mediante dei canali sotterranei chiamati qanat”.

 

Badgir – dispositivo aggiunto allo Yakhchal per una maggiore freschezza

 

Badgir DF

Badgir

 

Badgir era un dispositivo che spesso veniva aggiunto allo Yakhchal per assicurare la temperatura bassa all’interno e mantenerlo fresco. Si tratta di un meccanismo che cattura il vento e lo devia al suo interno. Man mano che l’aria scendeva, veniva convogliata in basso dove, durante il passaggio, veniva freddata dal ghiaccio e raffreddava l’acqua nel qanat. Contemporaneamente l’aria calda veniva spinta verso l’alto ed attraverso il badgir veniva convogliata all’esterno. Questo meccanismo tutt’ora viene utilizzato in molte città nel deserto dell’Iran moderno.

 

Yakhchal con due badgir

Yakhchal con due badgir

 

Oltre a conservare l’acqua potabile, lo Yakhchal veniva usato anche per mantenere freschi i cibi come frutta, latticini e carne, in modo che durassero più a lungo.

Molti Yakhchal in Iran, Afghanistan ed altre parti dell’Asia centrale ed occidentale sono ancora in piedi e molti di loro, anche dopo migliaia di anni, continuano a svolgere la loro funzione. Rappresentano i resti dell’antica Persia e fanno parte del patrimonio culturale dell’Iran.


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Lana

Naturopata, studiosa di nutrizione ed appassionata di medicine naturali e terapie alternative, cerco di prendere in esame e valutare diverse notizie che arrivano da tutto il mondo riguardanti la scienza, la ricerca e nuovi traguardi in ambito della salute e del benessere psicofisico della persona. Il grande interesse per il mondo medico e di salute nasce con l’arrivo al mondo di mia figlia, una bimba meravigliosa, trasformandosi col tempo in un’autentica passione. Avendo sperimentato in diverse occasioni l’inefficacia ed, in alcune addirittura, la dannosità di alcuni medicinali somministrati di routine da molti medici, ho iniziato a percorrere la strada della ricerca verso il rimedio ottimale. Nulla togliendo alla scienza ed alla medicina scientifica, ho appurato che a volte la miglior risposta l’abbiamo davanti agli occhi; nella natura. Ed è da qui, che il fulcro delle mie teorie trova le fondamenta nell’acuta osservazione della natura e di tutti i suoi infiniti principi e processi. Applicando la ricerca e la scienza su questi principi, sono convinta, si otterrebbe l’abbinamento ideale; il rimedio perfetto. Come disse Ippocrate, il padre della medicina: “Fa che il cibo sia la tua medicina e la medicina sia il tuo cibo. La natura è il medico delle malattie. Il medico deve solo seguirne gli insegnamenti.”

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